genesi 32 commento

È al credente che appartengono la profonda e inesprimibile felicità e la santa certezza che l’amore redentore può dare con giustizia in virtù dell’opera perfettamente compiuta di Cristo. L’arca aveva portato Noè e la sua famiglia sani e salvi al disopra delle acque del giudizio, e li aveva fatti passare dal vecchio al nuovo mondo, dove Noè prende ora posto come adoratore (*). Ma il cuore carnale manifesta ben presto tutta la inimicizia contro quest’ordine di verità che rallegra e soddisfa il cuore del fedele. Questo è un principio che ha rapporto col governo morale di Dio, e alla cui applicazione nessuno può sfuggire; per il credente è una vera grazia l’essere chiamato a mietere i frutti dei propri errori. Capitolo 21: Nascita d’Isacco Esaù non era egli fratello di Giacobbe? Se Abrahamo avesse semplicemente fatto assegnamento su Dio, gli uomini di Gherar non si sarebbero occupati di lui e avrebbe avuto il privilegio di giustificare la fedeltà di Dio in mezzo alle circostanze più difficili. Il paese del Faraone non era il luogo della presenza dell’Eterno, e Abramo, scendendovi, ebbe più perdita che guadagno. È forse migliore dell’adoratare sotto la legge? Lo Spirito attira le anime a Dio presentando loro Cristo. A piena conferma di ciò che abbiamo detto prima, diamo uno sguardo sul contenuto del capitolo 5 che ci trasmette l’umiliante testimonianza della debolezza umana e del suo assoggettamento al potere della morte. 3:3). Vi è una differenza fra la casa del Padre e il regno del Figlio; nella prima si tratta di una posizione conferita, nel secondo si tratta di capacità. Nonostante la lotta e la lussazione, che lo rese zoppo, prodottagli da Dio, Giacobbe continua a mettere in atto dei piani di sua invenzione. È vero che dopo aver organizzato il suo piano, si rivolge all’Eterno e grida a lui perché lo liberi, ma appena finito di pregare torna a volgersi ai propri espedienti. Se Cristo fosse sulla terra ancora oggi, quale sarebbe il suo cammino? «Il mondo d’allora, sommerso dall’acqua perì: mentre i cieli d’adesso e la terra, per la medesima Parola, son custoditi, essendo riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empi» (2 Pietro 3:6-7). Se tale è stato il suo amore per noi e tale il suo giudizio sul carattere del presente secolo, che egli abbia dato se stesso per noi affin di liberarcene, lo rinnegheremo noi ritornando ad immergerci in ciò da cui la sua croce ci ha per sempre liberati? «Or Giuseppe ebbe, un sogno, e lo raccontò ai suoi fratelli; e questi l’odiarono più che mai... ebbe ancora un altro sogno e lo raccontò ai suoi fratelli». Così, da qualunque lato ci volgiamo vediamo la completa impotenza del peccatore, e, di conseguenza, la presuntuosa follia di quelli che pensano di poter aiutare Dio nell’opera prodigiosa della redenzione, di quelli che pensano di essere salvati altrimenti che «per la grazia, per la fede». In tutta Italia puoi ritirare i libri acquistati servendoti del servizio "Fermo Posta", nell'ufficio postale da te indicato. Essa rappresentava il mezzo di comunicazione fra il cielo e la terra: ed ecco «gli angeli di Dio che salivano e scendevano per la scala», bella e notevole immagine di Colui per mezzo del quale Dio è disceso in tutta la profondità della miseria dell’uomo e per mezzo del quale pure ha elevato l’uomo, ponendolo alla sua presenza per sempre, nella potenza della divina giustizia. Non può toglierle il suo terribile dardo, con nessuna delle risorse del suo genio. Per questo Cristo poteva dire: «Essi non sono del mondo come io non sono del mondo» e ancora: «E per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati in verità» (Giov. 6:20) non abbiamo nulla a che fare. Non si giunge all’eredità se non passando attraverso la fornace fumante, e più il fumo della fornace è denso, più sarà brillante la fiamma della salvezza divina. Comunque, non abbiamo a che fare con la coscienza e le convinzioni degli uomini, ma coll’intenzione dello Spirito di Dio nel Nuovo Testamento; e chiediamo ad ogni lettore cristiano di rendersi ben conto della sua posizione in rapporto «col settimo giorno» ossia il sabato e in rapporto col «primo giorno della settimana» ossia il «giorno del Signore». Come avrebbe potuto resistere agli scherni e al disprezzo di un mondo empio? Tale è l’armonia perfetta che esiste fra Giacomo e Paolo; o piuttosto tale è l’unità della voce dello Spirito Santo, che si faccia udire per mezzo di Paolo o per mezzo di Giacomo. Nella tomba. Perciò, finché è sotto la dominazione del peccato, l’uomo non può conoscere né la relazione di figlio, né la condizione di giusto. Quando si fermò in Caran, Iddio lo attese; quando scese in Egitto, Iddio lo ricondusse; quando ebbe bisogno di guida, Egli lo guidò, quando vi fu contesa e separazione, Dio si prese cura di lui, di modo che Abramo non potè che dire: «Quant’è grande la bontà che tu riservi a quelli che ti temono!».           Ora, nulla è atto a raffermare il cuore come la convinzione che l’esistenza della Chiesa è essenziale alla gloria di Cristo. 4:22-25). «Sì, andrò» essa disse (v. 58). Ecco ciò che riguarda la Babilonia dell’Antico Testamento. Ogni incertezza è bandita dai nostri cuori, poiché tutto è assicurato, alla Sposa, nello Sposo. 10.3 La fede che giustifica Abrahamo invece ottenne una ricca entrata nel regno eterno del nostro Signor Gesù Cristo (2 Pietro 1:11). Un uomo spinto dalla mano dell’uomo nel luogo della morte, poi risuscitato dalla mano di Dio ed elevato in dignità e in gloria. Chi poteva dire «Sì, noi fummo colpevoli!», poteva anche capire le parole della grazia «Non siete dunque voi... ma è Dio». Ma, dal momento che Dio lo chiama a recarsi a Bethel, «Giacobbe disse alla sua famiglia e a tutti quelli ch’erano con lui: Togliete gli dèi stranieri che sono fra voi, purificatevi, e cambiatevi i vestiti; e leviamoci, andiamo a Bethel, ed io farò quivi un altare all’Iddio che mi esaudì nel giorno della mia angoscia, e che è stato con me nel viaggio che ho fatto» (v. 2-3). Dio, in Cristo, è sceso fino al grado più basso della posizione morale dell’uomo, affinché, con un tale abbassamento, potesse elevarlo al più alto grado di benedizione, in comunione con se stesso. È molto interessante vedere come la prova della fede di Abrahamo lo porti ad una conoscenza più profonda del carattere di Dio. Nel primo, udiamo la voce sibillina del serpente, nei secondi il ruggito del leone; ma sia che Abramo abbia a che fare col serpente, sia che abbia a che fare col leone, la grazia del Signore gli basta; e questa grazia agisce in favore del servitore di Dio nel momento del bisogno. Il credente è chiamato a passare per il dolore; ma non come gli altri. Tali sono le vie di Dio; ed è un esercizio benedetto ed edificante, per un figliuolo di Dio, seguire così l’opera meravigliosa del suo Padre celeste. Ma noi siamo sempre portati ad accontentarci di una posizione e di una parte inferiori a quelle che Dio, nella sua bontà, vorrebbe assegnarci! È detto pure, in un altro passo, «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato» (Giov. Dio non gli diede alcuna eredità nel paese, «neppure un palmo di terra» (Atti 7:5); ma possedeva Dio e ciò gli bastava. Tutto il creato riposa sulla stabilità eterna del patto di Dio di cui l’arcobaleno è il segno nella nuvola; l’occhio di Dio riposa su esso, di modo che la sicurezza dell’uomo dipende non dalla sua memoria imperfetta, incerta, ma dalla memoria di Dio. La «potenza di Cristo» si poserà su me in proporzione alla conoscenza che ho delle mie debolezze (2 Cor. Commento. 3:4; 1 Giov. Ce n’è un altro, Dio ne sia benedetto, poiché Dio aveva a che fare con Giacobbe, e come vedremo, in ogni avvenimento della vita del patriarca, nel quale egli ha dovuto raccogliere i frutti delle proprie macchinazioni e della sua falsità, l’Iddio di Giacobbe trasse il bene dal male e fece abbondare la grazia al di sopra del peccato e della follia del suo povero servo. «Siate contenti delle cose che avete» (Ebrei 13:5). Non proseguite dunque prima di esservi assicurato se siete «del giorno» o «della notte». Gli uni credono che la rigenerazione sia un cambiamento graduale compiuto nella vecchia natura, finché l’intero essere abbia subito una completa trasformazione. La parola e il giuramento dell’Iddio vivente dovrebbero mettere fine a tutte le contestazioni e a tutta l’attività della volontà dell’uomo, ed essere l’àncora immutabile dell’anima in mezzo ai marosi e al turbinio di questo mondo burrascoso. Non sarà forse superfluo dire una parola in merito all’armonia che esiste fra l’insegnamento di Giacomo e quello di Paolo sulla giustificazione. 2 della Genesi l’espressione «Dio» è sostituita da «Eterno Dio». 5:4); e questi tre risultati della fede appaiono, in tutta la loro bellezza, in Abramo. «Guai a quelli che... bevono il vino in larghe coppe e s’ungono con gli oli più squisiti, ma non s’addolorano per la ruina di Giuseppe» (Amos 6:6). E l’arca era un ordinamento manifesto. Giacobbe ha imparato, alla scuola dell’esperienza, a tenersi fermamente attaccato all’intento di Dio e nessuna influenza della natura lo può distogliere. agli Ebrei, e nell’epistola di Giacomo al Cap. Lo Spirito ci fa seguire la genealogia di Cristo secondo la carne e mette in questo elenco i nomi di Tamar e Bath-Sheba! «Colui che uscirà dalle tue viscere sarà erede tuo» (vers. La rigenerazione non è un cambiamento della vecchia natura, ma l’introduzione di una nuova; è l’inserimento della natura e della vita del secondo Adamo, per mezzo dell’opera dello Spirito Santo, fondata sulla redenzione compiuta da Cristo in perfetto accordo con la volontà e il consiglio sovrano di Dio. La vita non può avere comunione con la morte più che la luce con le tenebre, o la santità di Dio col peccato. È sempre così; nulla potrebbe mai compensare la comunione col Signore. Abramo desiderava un figlio poiché sapeva, dalla parola di Dio, che la sua «progenie» doveva ereditare il paese (cap. In quella posizione, il cuore riposa realmente in Dio. Come è umiliante tutto ciò! Nessuno, all’infuori di Dio, avrebbe potuto sopportare un Giacobbe e nessuno, all’infuori di lui, avrebbe voluto occuparsene. L’ha forse fatto nel caso di Adamo ed Eva? Egli preferiva raggiungere la benedizione e l’eredità con ogni sorta di inganni e di frodi, piuttosto che con la semplice dipendenza e sottomissione a quel Dio che l’aveva eletto per grazia, per farlo erede delle promesse, e che con la sua saggezza e la sua forza onnipotente, avrebbe infallibilmente compiuto in suo favore tutto ciò che gli aveva promesso. Che scelta, ahimè! Una verità infinitamente superiore è il fatto che la gloria di Cristo è unita e legata all’esistenza della Chiesa. Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Quanto a Rebecca, dovette sopportare i tristi risultati dei suoi espedienti. Non esigete da lui che osservi un giorno che il suo Maestro ha passato nella tomba, invece di rallegrarsi nel giorno felice in cui l’ha lasciata. 9.7 Melchisedec e la tentazione del re di Sodoma Abrahamo manifesta di nuovo quel timore delle circostanze che è tanto naturale anche a noi. La fede lo sa e nell’energia di questa conoscenza può aspettare il tempo fissato da Dio, mentre la natura, incapace di attendere, deve cercare di raggiungere i suoi scopi con mezzi di sua propria invenzione! Di secolo in secolo Caino ha avuto delle migliaia di discepoli. È facile dimostrare, per mezzo di alcuni passi del Nuovo Testamento, l’errore di questa opinione. Tali sono i preziosi frutti dei consigli meravigliosi, insondabili ed eterni dell’amore redentore. ¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯. Per la fede, l’uomo è giustificato (Rom. La sorgente alla quale questa vita si abbevera è inaccessibile per la loro intelligenza. A nessun estraneo è concesso di essere testimone di questa sacra scena; quale estraneo, infatti, avrebbe potuto comprenderla o apprezzarla? «L’uomo» era l’oggetto dei disegni di Dio e la «donna» era necessaria all’uomo; perciò è stata creata. Egli, invece, risponde con intelligenza a suo figlio, meno al corrente delle cose: «Lo so, figliuol mio, lo so». La grazia che fece uscire il padre incontro al figlio, regna per mezzo della giustizia che riconduce il prodigo nella casa, presso il padre. Quante ferventi preghiere fa salire a lui per ottenere forza e soccorso! Sono due cose che non si devono mai separare; unite insieme, confondono, come abbiamo detto, il legalismo e l’antinomismo (*) del cuore umano. L’insegnamento più spirituale sarà sempre caratterizzato da una piena e costante presentazione della persona di Cristo. Per la superstizione l’ordinamento è tutto, e Dio è escluso; il nome di Dio non serve che per esaltare l’ordinamento e dargli presa sul cuore e una influenza potente sullo spirito dell’uomo. La Chiesa esce vivificata dalla tomba di Cristo, nella quale tutti i peccati di quelli che la compongono sono stati deposti. «Dio Padre» ne ha concepita l’idea; «il Figlio » ne ha posto il fondamento; lo «Spirito Santo» ha realizzato l’edificio, e su questo edificio sta scritto: «Per la grazia, per la fede, senza le opere della legge»! Adamo poteva imparare, nella dichiarazione riguardo alla progenie della donna, l’insufficienza della sua cintura di foglie. «Non è bene che l’uomo sia solo». Stando così le cose: l’apostolo ispirato non esita a dire ai Galati: «Voi che volete essere giustificati per la legge, avete rinunziato a Cristo, siete scaduti dalla grazia» (Gal. 8:36). Nulla dunque può essere più perfetto della liberazione di cui i suoi redenti sono l’oggetto. Perciò mi ritratto, mi pento sulla polvere e sulla cenere» (Giobbe 42:5-6). L’incredulità ci pone sotto la potenza delle cose presenti, o in altri termini, dà al mondo la vittoria sopra noi; mentre l’anima che, per mezzo dell’insegnamento dello Spirito Santo, ha imparato a realizzare che Dio è sufficiente a tutto, è del tutto indipendente dalle cose di quaggiù. _____________________ Chi cammina secondo lo Spirito sarà ripieno di Cristo, ed essendo ripieno di Lui, sarà occupato non della sofferenza ma di Colui per il quale soffre. Bisognava che la morte di Cristo fosse un fatto compiuto, prima che la Chiesa potesse essere chiamata. Come abbiamo visto nel cap. (*) Ogni uomo spirituale noterà, con profondo interesse, con quanta cura lo Spirito di Dio, in Rom. Che valore ha per Dio, come base su cui Egli può, con giustizia, spiegare per intero tutte le sue incomparabili perfezioni, e agire riguardo al peccatore secondo tutta la distesa della sua grazia! Ecco perché ci viene addosso quest’angoscia. E l’Eterno Iddio, con la costola che aveva tolto all’uomo, formò una donna e la menò all’uomo. Chi potrebbe aprire quando Dio chiude? Per arrivare ad una esatta cognizione di noi stessi e delle nostre vie, è necessario che ci siamo trovati soli con Dio. Perciò, ogni volta che uno guarda a sè e si adagia su ciò che di spirituale può scoprirvi, può essere certo che in questo non è condotto dallo Spirito di Dio.

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