ammore e malavita recensione

[+], Film del gnere "musical", cioè spesso "interrotto" da brani cantati (e ballati), che racconta la storia di un boss camorrista che vuole sparire e ritirarsi definitivamente (fingendosi morto, come ideato dalla sua furba moglie) e di un suo "bodyguard" che gli si mette contro ...per amore di una infermiera (sua ex da bambino), testimone scomoda che lui dovrebbe elininare. E soprattutto perché... la gita dei turisti americani a Scampia vale il prezzo del biglietto. Sentimentale e spietata. Per me il film merita come  minimo qualche premio alla prossima rassegna dei David di Donatello. Inoltre è sempre lì che Vittorio de Sica ha girato sia L’Oro di Napoli del 1954, sia uno degli episodi di Ieri oggi e domani del 1963. Perché è pieno di rimandi cinematografici e artistici significativi. [-], La più grande virtù che si deve attribuire ai fratelli Manetti è la loro straordinaria originalità e incisività che ancora una volta riesconosono a regalarci grazie alla loro nuova opera cinematografica intitolata "Ammore e malavita". Aggiungi questo contenutoai tuoi articoli salvati. Innanzitutto l'ottima recitazione di tutti gli attori, dall'esperienza veterana dei vari Carlo Buccirosso e Claudia Gerini alle nuove leve come  Giampaolo Morelli e Serena Rossi, per non parlare delle riuscite incursioni nel mondo artistico dell'intepretazione di cantanti campani come Raiz e Franco Ricciardi che riescono ad imprimere ai loro ripettivi personaggi la giusta dose di cattiveria e crudeltà. Con Rosario è una delle due “tigri” al servizio di don Vincenzo, “’o re d’o pesce”, e della sua astuta moglie, donna Maria. Non solo tengono insieme il film punteggiando la loro “sceneggiata” di pennellate comiche perfettamente integrate nella trama, ma riescono nello stesso tempo a restare dentro il genere, senza smarrirsi e limitando al massimo l’autocompiacimento che spesso li caratterizza. Nel film le vele di Scampia sono oggetto di visite turistiche (un simpatico business), e poi mostrano Pozzuoli, Posillipo e lo storico rione Sanità dove nacque Antonio de Curtis, in arte Totò, il principe nobile nel cuore e nell’anima. Persino nel gioioso finale, quando sull'aereo, assieme ai colomboni scampati dal pericolo, tutti cantano ( e in cuor nostro anche noi in sala) lui, Ciro, accenna solo un acido ghignetto. : come sempre colonna sonora superba.Eccellente. In primo luogo la forma: un mix non scontato di musical,sceneggiata e action movie col sigillo inconfondibile del Manetti. La storia è la messa in scena della morte (finta) del boss malavitoso Don Vincenzo Strozzalone (Carlo Buccirosso) detto “il re del pesce”, e di tutta una serie di equivoci che finiscono poi per scatenare una guerra interna tra “chi ha tradito chi”, con i soliti stereotipi dei gangsters fedelissimi che danno la parola (Rosario interpretato da Raiz), o di quelli che se ne fregano, o ancora di quelli che ingannano. Primeggia Claudia Gerini. La parte musical è ovviamente il lato più riuscito e geniale di questa nuova prova dei Manetti Bros., che rispetto a Song’e Napule riescono a incorporare le canzoni nella storia senza l’espediente narrativo del cantante: proprio come nelle produzioni che hanno fatto sognare Broadway, i personaggi del film cantano e ballano per poi tornare alle loro azioni senza che il tutto risulti strano, impostato o fuori luogo. Infine il consiglio che do è quello di vedere questa pellicola almeno 2 volte per poter capire appieno il senso dei dialoghi (e non solo perchè si recita in dialetto) e del messaggio dei testi delle canzoni. Se vuoi saperne di più consulta la, [+] lascia un commento a robertalamonica », [ - ] lascia un commento a robertalamonica », [ - ] lascia un commento a carloalberto », [+] lascia un commento a vanessa zarastro », [ - ] lascia un commento a vanessa zarastro », un musical che strizza l'occhio a shankman, frutto della reciproca attrazione tra napoli e i manetti, un diamante frutto della reciproca attrazione tra napoli e i manetti. I degni comprimari, presi da una frequentata galleria di ritratti: delinquenti depressi, teppisti maldestri e sbruffoni, spettrali scugnizzi mai cresciuti. Raramente succede di poter incontrare in un film tante, belle, citazioni, contaminazioni, suggestioni. Ovvero il musical. Mediterranea, appunto, solare. Grazie a questa mossa scellerata entra in gioco la tranquilla Fatima, infermiera "a chiamata" nello stesso ospedale presso cui Vincenzo simulerà il decesso, nonché vecchio amore adolescenziale proprio di Ciro. Ancora Napoli quindi, e ancora una vicenda che coniuga un plot da crime-story al musical e … I Manetti sanno che il vintage è utile ormai soltanto a incorniciare i centrini e a mettere la plastica sui divani: difatti Ammore e malavita, nel suo incedere travolgente, non lo è mai, vintage; e anche quando prossimo al grottesco marcato, è sempre capace di fermarsi e di scivolare via per tornare a essere prima di tutto, prima che una sceneggiata e un musical alla pummarola, cinema. Recitato da un cast (quasi) napoletanissimo, con una Claudia Gerini che non si lascia intimidire dalla prova accento partenopeo, è un film da far vedere agli scettici del musical, ai detrattori del cinema italiano e a chi il cinema lo ama alla follia. Se già con Song’e Napule s’era fatto avanti il sospetto che finalmente ci fosse qualcosa che i Manetti sapessero fare bene anche al cinema, con quest’ultimo Ammore e malavita, è arrivata la conferma. Ammore e malavita è una ventata d’aria fresca in un panorama cinematografico come il nostro spesso stantio, con un’originalità notevole tanto nelle scelte registiche quanto nella costruzione e gestione della vicenda e di tutto ciò che ne consegue. A Venezia 74 questo musical napoletano ha stupito tutti! I due si trovano faccia a faccia, si riconoscono e riscoprono, l’uno nell’altra, l’amore mai dimenticato della loro adolescenza. Tanto ormai è noto che i Manetti sono in grado di lavorarci, nei generi. Al punto da convincere i detentori del copyright a portare oltre oceano la loro lezione severa. Gli autori si cimentano in un poco battuto autentico musical seguendone le regole e ad un tempo scansando l'effetto parodia sicchè lo spettatore si lascia coinvolgere volentieri in qualcosa che ritiene  - e lo è - uno scherzo. La storia è la messa in scena della morte (finta) del boss malavitoso Don Vincenzo Strozzalone (Carlo Buccirosso) detto “il re del pesce”, e di tutta una serie di equivoci che finiscono poi per scatenare una guerra interna tra “chi ha tradito chi”, con i soliti stereotipi dei gangsters fedelissimi che danno la parola (Rosario interpretato da Raiz), o di quelli che se ne fregano, o ancora di quelli che ingannano. [-], Magari fosse vero. Al di qua di tutte le ambizioni possibili. In order to avoid the death of the husband (the criminal boss Don Vincenzo, "King of the Fish"), Donna Maria sends her henchmen to kill a lookalike (a shoe-seller) and then she sets up a fake funeral, while the husband is hiding in a secret place. Per un paio d'ore ci hanno fatto dimenticare che esiste un universo che ha ispirato la serie infinita delle "gomorreidi", senza che ne sortisse un effetto di rilievo sul piano della moralità pubblica e su quello della sensibilità individuale. All'altezza del ruolo affidatogli sono praticamente tutti gli attori, tra i quali la Gerini, il cantante Raiz e altri notissimi.... Si può vedere persino se non si amano i musical. E forse anche prima. C'è riuscito. Ammore e malavita. Com’erano un tempo i generi che tanto ci piacevano e ci facevano sentire liberi. Per un paio d'ore ci hanno fatto dimenticare che esiste un universo che ha ispirato la serie infinita delle "gomorreidi", senza che ne sortisse un effetto di rilievo sul piano della moralità pubblica e su quello della sensibilità individuale. Grazie. Non una soap, non un cabaret, e alla larga dai para-intellettualismi ortofrutticoli (che sono una calamità, se ricordate Tano da morire e Sud Side Stori): questa commedia in musica, parole, balletti, pallottole e passioni, dove un boss napoletano sceglie - su suggerimento della moglie, che così scatena una scia di sangue - di morire per finta per poter vivere meglio, non è né un gioco, né uno scherzo, ma al contrario un “serissimo” lavoro capace di assimilare l’evidente cinefilia degli autori e trasformarla in gioia del fare un mestiere (direzione degli interpreti compresa: che bravi Claudia Gerini e Giampaolo Morelli). “Ammore e Malavita” è il nuovo film diretto e prodotto insieme a Madeleine e Rai Cinema, dai Manetti Bross (Marco Manetti ed Antonio Manetti), un mix di generi (Noir e Musical), presentato durante la 74esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in … Ammore e malavita Musicale. Ma il vero omaggio de fratelli i registi è a Napoli la città amata nel bene e nel male. Una mia amica - spesso partner di cinema - che ha visto Ammore e malavita prima di me, mi aveva detto che all’uscita tutti discutevano su quanti minuti si sarebbe potuto tagliare e molti sostenevano persino una ventina di minuti. Ciro è un temuto killer. [+], Una mia amica - spesso partner di cinema - che ha visto Ammore e malavita prima di me, mi aveva detto che all’uscita tutti discutevano su quanti minuti si sarebbe potuto tagliare e molti sostenevano persino una ventina di minuti. Fatima è una sognatrice, una giovane infermiera. Optimagazine è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli, Autorizzazione N°6 dell’11 febbraio 2015, Venezia 2017, il Leone d’oro va a The Shape of Water di Guillermo del Toro, Venezia 2017, chi vincerà il Leone d’oro? Tra tutti, Ammore e malavita dei Manetti Bros., è quello che ha scosso maggiormente gli animi di giornalisti e pubblico, dato il suo carattere grottesco. Anema e core ma pure fegato e cervello. La storia – pienamente in linea con lo stereotipo della sceneggiata – è quella di due giovani innamorati, Fatima e Ciro (Serena Rossi e Giampaolo Morelli) che si rincontrano alcuni anni dopo la loro separazione causata dal fatto che Ciro si era unito alla Camorra per vendicare la morte del padre. E' il caso ad esempio della spassosa scena iniziale che ci mostra il funerale di un boss e della divertentissima canzone che ci recita Carlo Buccirosso, presunto boss morto all'interno della bara che viene trasportata per strada dai suoi scagnozzi. Successo, dovuto anche ad un cast duttile e affiatato, bravo. E come in passato non mancano le citazioni di Tarantino, riferimento preferito dei registi, del quale viene riproposta nientemeno che la scena cult ripresa dal cofano posteriore di un'auto.I Manetti Bros amano Napoli, ne sentono un forte richiamo che in verità pare essere ricambiato: due entità che si completano e che tirano fuori il meglio.Ammore e malavita riporta il musical in auge, non ha nulla nulla da invidiare ai lavori di genere americani e, anzi, strizza l'occhio a Rock of Ages, con un pizzico di Carosello Napoletano.Musica, Napoli, Cinema.Voto: 8 Terminator  imperturbabile, maschera impassibile. Ammore e malavita di Manetti Bros. - la recensione di FilmTv. In effetti, un’accelerata sulla vendetta di Ciro e sui vari balletti del finale, avrebbero sicuramento giovato. Nonostante ciò, o forse proprio per questo, Ammore e malavita fa ridere. La colonna sonora è fondamentale perché ovviamente si tratta di un musical, ma anche perché senza di essa si tratterebbe “solo” di un film dalla trama brillante, senza quel quid che lo rende una delle proposte più interessanti di Venezia 74 e del 2017 italiano. Nessuna, ovviamente, ed ecco confezionato questo Ammore e malavita (Ita, 2017), opera a metà tra il serio e il faceto, mix di azione hollywoodiana e poliziesco anni '70; commedia in musica, certo, ma anche dramma e sceneggiata che si fondono in un meltin pot delizioso, nel quale lo sfondo è una Partenope pronta a snocciolare sia cartoline famose (e incantevoli) che la nuova frontiera del turismo criminale, compreso scippo in diretta che suscita eccitazione tra i vacanzieri d'oltre oceano che si recano tra le "vele".Canzoni orecchiabili, testi accattivanti, alcune rivisitazioni di pezzi storici, un cast ben assortito nel quale Buccirosso e Gerini, forti di una grande esperienza, giganteggiano su tutti, senza dimenticare il pupillo dei Manetti che è quel Morelli già diretto dai fratelli in Coliandro per la tv e Song 'e Napule per il Cinema. Ben accetto, comuque, il tentativo dei Manetti di rendere meno fosco il quadro. La sua ascesa criminale avvenne per caso -anni prima- allorquando, ancora giovanissimo, gli morì il padre tra le braccia: di buon cuore, Ciro non punta ai soldi, piuttosto ama ricordare i momenti spensierati passati sugli scogli a Mergellina insieme all'amico di sempre Rosario, con gli occhi chiusi e una birra in mano. Una mia amica - spesso partner di cinema - che ha visto Ammore e malavita prima di me, mi aveva detto che all’uscita tutti discutevano su quanti minuti si sarebbe potuto tagliare e molti sostenevano persino una ventina di minuti. Stavolta è "attrice". C’è una bella differenza tra una turista americana che dopo uno scippo urla al ladro, e tra una turista americana che dopo uno scippo canta e balla “Scampia Disco Dance” parca di aver vissuto “the ultimate touristic experience” di fronte alle Vele. Ben accetto, comuque, il tentativo dei Manetti di rendere meno fosco il quadro. Cosa che sarebbe stata, tra l’altro, molto comoda per due film-maker il cui cinema non si distingue quasi per niente – in termini di messinscena e di costruzione enunciativa – dai lavori televisivi, compresi i videoclip. Ammore e Malavita  non restituisce il sorriso ad un'umanità un tempo orgogliosa della propria gioia di vivere. RANKING 1613° su 2562 in Generale 1° su 0 in Musicale. [+], Ciro è il fidato scagnozzo di Don Vincenzo, boss e re del mercato ittico. Una notte Fatima si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Directed by Antonio Manetti, Marco Manetti. Due mondi in apparenza così distanti ma destinati a incontrarsi. Il rione è stato anche immortalato da Eduardo De Filippo che vi ha ambientato la commedia Il Sindaco del Rione Sanità, dove lui stesso impersona il boss del quartiere che muore per difendere la verità. Alcune trovate nuove sono geniali, come ad esempio Donna Maria che passa tutto il tempo a vedere film in DVD, infatti li sa a memoria, ha sempre una serie di idee ispirate da questi e conosce la realtà filtrata dal cinema. Divertente lo stesso. In questo senso l’aver esplorato tanto il cinema come medium, che il genere come linguaggio li ha portati a sviluppare una sensibilità nuova e ad abbracciare il genere più di tutti lontano anni luce dall’immaginario pulp-poliziottesco-horror venato di toni comici e citazionismo che hanno sempre portato sullo schermo. Tutto di questo film brilla di opera riuscita. Proprio la dualità tra serietà e intento canzonatorio è il cuore di Ammore e malavita: un velo di ironia filtra quella che per i protagonisti è una realtà seria, tradita però dalle inquadrature da cinecomic e dai testi delle canzoni da loro intonate – non è un caso che il pubblico del Lido abbia riso e applaudito in particolar modo alla cover napoletana di Flashdance… What a Feeling cantata dalla bravissima Serena Rossi. Il sarcasmo che vi è dentro è espresso con il gusto di un umorismo tipicamente femminile, squisito quanto raro. Del resto chi ritiene La la Land un grande film dei (e sui) nostri tempi dovrebbe fare lo stesso – mutatis mutandis – con Ammore e malavita. Un prodotto originale, che non è affatto obbligatorio stroncare e che ci rende noto che, pistolotti psicanalitici e disperazioni degeneranti in regressione a parte ( cioè quelle cifre che caratterizzano certo cinema italiano"impegnato" visto a Venezia che fa contenti i critici ma non fa una lira al box office), la via maestra del cinema italiano è quella della commedia, anche con spunti amari, quale la riflessione finale, mentre i protagonisti fuggono dalla città, sul fatto che il mondo per quanto bello "non è Napoli" e che, con maschere convincenti e capaci, come quelle messe in campo dai Manetti , i quali giustamente si concedono un cameo nella tranche newyorkese, il riscatto, della cinematografia nazionale come dei protagonisti, è a portata di mano.P.S. [-], Film del gnere "musical", cioè spesso "interrotto" da brani cantati (e ballati), che racconta la storia di un boss camorrista che vuole sparire e ritirarsi definitivamente (fingendosi morto, come ideato dalla sua furba moglie) e di un suo "bodyguard" che gli si mette contro ...per amore di una infermiera (sua ex da bambino), testimone scomoda che lui dovrebbe elininare. Ossia dal prologo riassuntivo fatto dentro la bara dal falso Strozzolone. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Nessuna, ovviamente, ed ecco confezionato questo Ammore e malavita (Ita, 2017), opera a metà tra il serio e il faceto, mix di azione hollywoodiana e poliziesco anni '70; commedia in musica, certo, ma anche dramma e sceneggiata che si fondono in un meltin pot delizioso, nel quale lo sfondo è una Partenope pronta a snocciolare sia cartoline famose (e incantevoli) che la nuova frontiera del turismo criminale, compreso scippo in diretta che suscita eccitazione tra i vacanzieri d'oltre oceano che si recano tra le "vele".Canzoni orecchiabili, testi accattivanti, alcune rivisitazioni di pezzi storici, un cast ben assortito nel quale Buccirosso e Gerini, forti di una grande esperienza, giganteggiano su tutti, senza dimenticare il pupillo dei Manetti che è quel Morelli già diretto dai fratelli in Coliandro per la tv e Song 'e Napule per il Cinema. Manda il testo di questoarticolo a un amico. Loading ... EXCL - Ammore e Malavita, BadTaste.it intervista Giampaolo Morelli e Serena Rossi - Duration: 5:08. Per il resto il film è notevole, divertente, ben recitato (Claudia Gerini è fantastica in Donna Maria) e ben cantato (non proprio tutti però hanno una bella voce) specialmente dalla splendida Serena Rossi nella parte di Fatima, vecchia fidanzatina di Ciro adolescente a Torre Annunziata. Film discreto e vedibile, dove divertenti "parentesi" ballate e cantate (bella quella sulla musica di "Flashdance" e quella ironica sulla "vista turistica" alle vele di Scampia). Ammore e malavita - Recensione. Per il resto il film è notevole, divertente, ben recitato (Claudia Gerini è fantastica in Donna Maria) e ben cantato (non proprio tutti però hanno una bella voce) specialmente dalla splendida Serena Rossi nella parte di Fatima, vecchia fidanzatina di Ciro adolescente a Torre Annunziata. Proprio per questo motivo i film dei Manetti, con più (L’arrivo di Wang, Paura) o meno (Piano 17) efficacia, nel genere stanno comodi senza forzature ideologiche di genere, senza ricordare o recuperare romanticamente niente di quel genere o di quell’altro. Clicca su un'icona per ulteriori dettagli. Quando il boss Don Vincenzo “‘O re do’pesce” e sua moglie, Donna Maria, decidono che è tempo di sparire insieme per rifarsi una vita fuori da Napoli coi soldi guadagnati fino a quel momento, al braccio destro Gennaro e ai sicari Rosario e Ciro viene affidato l’ingrato compito di inscenare la morte di Don Vincenzo, mettendo a tacere per sempre chiunque possa rivelare il segreto. Morelli non più Coliandro e non ancora Ciro l'immortale di Gomorra, Serena Rossi, una Jennifer Beals più formosa e mediterranea, con la zazzera alla Aretha prima maniera e la voce che viaggia da sola, anche senza Jake ed Elwood a fare il controcanto, Raiz, uomo d'onore, carogna quanto basta e faccia da galera vera,senza trucco e senza inganno, come il suo perfetto vernacolo,Buccirosso: un Peppino in minore, ma con che classe, la Gerini che dopo molti personaggi riduttivi torna a oscurare la Jessica che lo faceva strano con una donna Maria a metà tra Donna Imma Savastano e la pescivendola Donna Sofia 'a smargiassa, non Circe ma Circissima. Aggiungi questo filma quelli che vuoi vedere. Raccontando non solo gli stati d’animo e i sentimenti dei personaggi, ma anche i risvolti narrativi». Morelli non più Coliandro e non ancora Ciro l'immortale di Gomorra, Serena Rossi, una Jennifer Beals più formosa e mediterranea, con la zazzera alla Aretha prima maniera e la voce che viaggia da sola, anche senza Jake ed Elwood a fare il controcanto, Raiz, uomo d'onore, carogna quanto basta e faccia da galera vera,senza trucco e senza inganno, come il suo perfetto vernacolo,Buccirosso: un Peppino in minore, ma con che classe, la Gerini che dopo molti personaggi riduttivi torna a oscurare la Jessica che lo faceva strano con una donna Maria a metà tra Donna Imma Savastano e la pescivendola Donna Sofia 'a smargiassa, non Circe ma Circissima.In poche parole un inno alla Napoli, anche brutta, con l'impagabile quadro sui turisti di Scampia, ed alla sua voglia di lieto fine. La svolta della storia avviene a causa di donna Maria, moglie di Vincenzo, la quale (sfruttando un'agguato) decide di inscenare la morte del marito per scappare all'estero e godersi i guadagni illeciti. [-]. Grazie a questa mossa scellerata entra in gioco la tranquilla Fatima, infermiera "a chiamata" nello stesso ospedale presso cui Vincenzo simulerà il decesso, nonché vecchio amore adolescenziale proprio di Ciro...I Manetti Bros hanno avuto un'idea controcorrente: fare un musical in Italia. In effetti, un’accelerata sulla vendetta di Ciro e sui vari balletti del finale, avrebbero sicuramento giovato. Dopo l'interessantissimo e riuscito film "Song' e Napule", i Manetti proseguono il loro percorso narrativo, descrivendoci la drammatica realtà della malavita napoletana con il loro inconfondibile stile (ormai il loro genere è da ritenersi perfettamente collaudato) che unisce un aspetto squisitamente umoristico e comico nella recitazione a situazioni che ci evidenziano la realtà drammatica della camorra. Difatti questo film si caratterizza anche e soprattutto da scene di violenza e di omicidi, dove a farne le spese sono solo i "pesci piccoli", mentre i capi se ne stanno comodamente al sicuro a dare ordini. Ammore e malavita, i Manetti Bros. fanno centro con una love story in salsa musical e camorra (recensione) La nuova commedia dei Manetti Bros., Ammore e malavita, è stata accolta molto positivamente alla Mostra del Cinema di Venezia 2017: la nostra recensione C’è un pre-Gomorra e un post-Gomorra per quanto riguarda la produzione cinematografica di e sulla città di Napoli: poi c’è Ammore e malavita dei Manetti Bros., che prende il meglio da entrambe le ere e dà vita a un irriverente musical tutto italiano. E quale città è più musicale di Napoli? Ma è tutto il film a trattare con sensibilità il musical, sin dalla scelta degli interpreti – oltre a Serena Rossi (bravissima) ci sono anche il cantautore Franco Ricciardi, la voce degli Almamegretta Raiz e il veterano della sceneggiata Pino Mauro – fino agli arrangiamenti di Pivio e Aldo De Scalzi che mescolano l’R&B, il pop-rock e la musica tradizionale napoletana. Grazie a questa mossa scellerata entra in gioco la tranquilla Fatima, infermiera "a chiamata" nello stesso ospedale presso cui Vincenzo simulerà il decesso, nonché vecchio amore adolescenziale proprio di Ciro...I Manetti Bros hanno avuto un'idea controcorrente: fare un musical in Italia. Quella dei Manetti (e lo stesso discorso vale, per esempio, anche per Pappi Corsicato) è una concretezza emotiva che li distanzia grazie a dio da tutti gli sciagurati che “provano a rifare il genere”; la determinatezza di uno sguardo, assolutamente consapevole dei tempi, che permette di vedere qui e ora, e non indietro. Della denuncia che di solito si vuole veicolare con film riguardanti questo aspetto del territorio partenopeo qui non c’è traccia, anche se i Manetti Bros. sono particolarmente brillanti nel prendersi gioco neanche troppo subdolamente di quegli stessi personaggi e situazioni sui quali, paradossalmente, fanno leva per basare l’intero film.

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