chi ha inventato la pizza

Fra le varie tipologie di pizze inventate dagli emigrati italiani negli USA si possono citare la pizza arrotolata di Filadelfia[14][15] e la cosiddetta deep-dish pizza di Chicago, caratterizzata da un bordo molto alto. Oltre alla pizza hawaiana, contenente ananas e prosciutto e divenuta famosa in tutto il mondo,[17] si può citare la pizza margherita di Toronto, con una crosta di medio spessore e condita con aglio e olio di basilico. (THE CALORIES). La Margherita è invece attribuita al pizzaiuolo Raffaele Esposito, che lavorava alla pizzeria situata alla salita Sant'Anna di Palazzo, fondata alla fine del Settecento e attiva ancora oggi come "Pizzeria Brandi". I Napoletani prendono la loro pizza molto seriamente e, i puristi, sostengono che esistono solo due vere pizze: la “Marinara” e la “Margherita”. La mozzarella veniva tagliata a fette sottili, disposte sulla salsa di pomodoro proprio a forma di margherita, con la successiva aggiunta delle foglie di basilico. Lentamente la focaccia di origine popolare arricchita con pomodoro si diffuse in tutte le classi sociali ed in tutte le regioni italiane, e con essa anche i locali specializzati nella preparazione della pizza: dapprima probabilmente forni in cui la pizza si consumava in piedi per strada, poi in seguito trattorie e pizzerie. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. Nuova Apertura: San Pietro in Casale, siamo arrivati! Chi ha inventato la pizza E va bene, non vi abbiamo svelato chi ha inventato la pizza. La preferita della Regina era una pizza che evocava i colori della bandiera italiana – verde (foglie di basilico), bianco (mozzarella) e rosso (pomodori). Bisogna tuttavia notare che già nel 1830, un certo "Riccio" nel libro Napoli, contorni e dintorni, aveva scritto di una pizza con pomodoro, mozzarella e basilico[8]. La catena di fast food Boston Pizza ha anche inventato la pizza cake, una serie di pizze sovrapposte le una sulle altre e unite dalla crosta esterna, mentre in vari ristoranti del Québec si è diffusa la cosiddetta pizza-ghetti, una porzione di spaghetti al pomodoro servita accanto a due fette di pizza. La Marinara è la più antica e ha un condimento di pomodoro, origano, aglio, olio extra-vergine d'oliva e solitamente basilico. L'"Associazione Verace Pizza Napoletana", fondata nel 1984, riconosce solo la Marinara e la Margherita verace ed ha stabilito le regole molto specifiche che devono essere seguite per un'autentica pizza napoletana.[13]. L'associazione seleziona anche le pizzerie nel mondo per produrre e diffondere la filosofia e il metodo della pizza verace napoletana. Ci sono molte pizzerie famose a Napoli dove si possono trovare queste pizze tradizionali, la maggior parte di esse sono nell'antico centro storico di Napoli. Fino al 1830 circa la pizza era venduta esclusivamente in bancarelle ambulanti e da venditori di strada fuori dai forni, poi arrivarono le pizzerie! [18] La catena di fast food Boston Pizza ha anche inventato la pizza cake, una serie di pizze sovrapposte le una sulle altre e unite dalla crosta esterna,[19] mentre in vari ristoranti del Québec si è diffusa la cosiddetta pizza-ghetti, una porzione di spaghetti al pomodoro servita accanto a due fette di pizza.[20]. Tale ricetta, che è divenuta una specialità del capoluogo canadese, unisce la pizza italiana alla tradizione vietnamita dell'uso di condimenti a base di olio nel cibo. [4] Gli antichi greci preparavano un pane di forma appiattita, chiamato πλακοῦς (plakous, genitivo πλακοῦντος - plakountos)[5] che veniva condito con vari aromi, tra cui aglio e cipolla. Il primo utilizzo della parola "pizza" risale al 997 ed è testimoniato in un testo latino proveniente dalla città di Gaeta[23]. Talvolta tali pizzerie andranno anche oltre le regole specificate, ad esempio, usando solo pomodori della varietà "San Marzano" cresciuti sulle pendici del Vesuvio e utilizzando solamente l'olio di oliva e aggiungendo fette di pomodoro in senso orario. Era chiamata “Marinara” non, come molti credono, perché contiene pesce (non è così) ma perché era il cibo che i pescatori mangiavano quando tornavano a casa dalle lunghe giornate di pesca nella Baia di Napoli. [2] Nel XVI secolo a Napoli ad un pane schiacciato venne dato il nome di pizza che deriva dalla storpiatura della parola "pitta"..mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}[senza fonte]. Queste includono che la pizza deve essere cucinata in un forno a legno, alla temperatura di 485 °C per non più di 60-90 secondi; che la base deve essere fatta a mano e non deve essere utilizzato il mattarello o comunque non è consentito l'utilizzo di mezzi meccanici per la sua preparazione (i pizzaioli fanno la forma della pizza con le loro mani facendola "girare" con le loro dita) e che la pizza non deve superare i 35 cm di diametro o essere spessa più di un terzo di centimetro al centro. La storia della pizza è davvero lunga e rimane tutt’ora incerta, ma chi ha inventato la pizza? La storia della pizza è davvero lunga e rimane tutt’ora incerta, ma chi ha inventato la pizza? Pani simili, sempre a forma piatta, in altre parti del mondo comprendono il "paratha" indiano, il "naan" sudasiatico, il "carasau" , la "spianata" e il "pistocu" sardi, la "flammkuchen" alsaziana e il "rieska" finlandese. In antichità nel bacino Mediterraneo la pizza era un piatto molto povero fatto con strutto, formaggio e basilico (a volte con scarti di pesce) diffuso in tutte le regioni. Secondo il parere di Philippe Marinval, le popolazioni della Sardegna conoscevano e utilizzavano il lievito. Cosa ne pensi della nascita della pizza? Oggi il giro di affari legato alla pizza (pizzerie, consegne a domicilio, surgelati, catene di fast food) è molto rilevante nel mondo, al punto che alcuni abili imprenditori (come ad esempio l'americano Tom Monaghan fondatore della Domino's Pizza) hanno costruito intorno alla pizza grandi fortune. La pizza è all'olio, al lardo, alla sugna, al pomodoro, ai pesciolini". Anche se la pizza considerata originaria della tradizione culinaria italiana (e soprattutto napoletana) nel mondo anche Egizi, Greci e Romani cucinavano focacce schiacciate molto simili! La pizza ha quindi una storia davvero lunga, molto complessa e incerta, tuttavia le prime attestazioni della parola risalgano al 997 nei pressi di Gaeta. È di forma rotonda e si lavora con la stessa pasta del pane: varia nel diametro secondo il prezzo...A prima vista sembra un cibo semplice. Alcuni esempi della preparazione del pane nella storia: Altri esempi di pani preparati fin dall’antichità e che continuano a essere preparati sono la “focaccia” (risalente fino ai tempi degli antichi etruschi) e la “pita greca” o, più comunemente conosciuta, “piadina”. Talora si fa uso di prosciutto affettato, di pomidoro, di arselle, ec. Il successo della pizza conquistò anche i sovrani di Casa Savoia, tanto che proprio alla Regina Margherita di Savoia nel 1889 il pizzaiolo Raffalele Esposito dedicò la "pizza Margherita", che rappresentava il nuovo vessillo tricolore con il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro ed il verde del basilico. E dopo la pizza ... un bel gelatone! Clicca per scoprire chi ha inventato il gelato! Scopri con noi chi ha inventato la pizza. WHAT’S NOT TO LIKE? Alcuni archeologi italiani e francesi hanno trovato in Sardegna un tipo di pane infornato risalente a circa 3.000 anni fa. La pizza, nei suoi primi albori, era un piatto povero fatto semplicemente con strutto, formaggio, basilico e, a volte, scarti di pesce. La storia della pizza è lunga, complessa e incerta. Il piatto guadagnò in popolarità e presto la Pizza divenne un'attrazione turistica quando i visitatori a Napoli si avventuravano nelle zone più povere della città per provare le specialità locali. Tuttavia sono diverse le città che rivendicano l’invenzione della pizza. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 18 set 2020 alle 11:46. Francesco De Bourcard nel 1866 riporta[9] la descrizione dei principali tipi di pizza, ossia quelli che oggi prendono nome di pizza marinara, pizza margherita e calzone: «Le pizze più ordinarie, dette coll'aglio e l'oglio, han per condimento l'olio, e sopra vi si sparge, oltre il sale, l'origano e spicchi d'aglio trinciati minutamente. L’odierna ricetta, comunque, sarebbe da attribuirsi alla cultura gastronomica italiana e in particolare a quella napoletana. Inoltre si dice che il re dei persiani, Dario il Grande (521-486 a.C.) cuoceva un tipo di pane appiattito usando gli scudi per la cottura, con una farcitura di formaggio e datteri, e nel I secolo a.C. il poeta latino Virgilio (noto anche come Publio Virgilio Marone) da Andes (Mantova) fa riferimento all'antica idea del pane come piatto commestibile o tagliere per altri cibi in questo estratto del suo poema latino, l'Eneide: Questi pani di forma piatta, come la pizza, provengono dell'area del Mediterraneo e altri esempi di essi che sopravvivono ai giorni nostri da quell'antico mondo sono la "focaccia" che può essere fatta risalire fino agli antichi etruschi, la "coca" (che ha varietà sia dolci che salate) della Catalogna, della zona di Valencia e delle Isole Baleari, la "pita" greca e italiana o "pide" in turco o "piadina" in romagnolo[7]. Animali domestici: cani, gatti e altri pet, App per imparare la matematica e le tabelline. Pizzerie e pizzaioli tra Sette e Ottocento, Totò sapore e la magica storia della pizza, Regolamento UE 97/2010 della Commissione Europea riportato nella Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio 2010, punto 3.8, Allegato II, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Storia_della_pizza&oldid=115574730, Voci con modulo citazione e parametro pagine, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, L'antica parola germanica “bizzo” o “pizzo”, dal significato di "morso", "focaccia" (in relazione anche alle parole inglesi "bit" e "bite") è stata importata in, Antonio e Donatella Mattozzi, "Pizze, pizzerie e pizzaiuoli a Napoli fra Sette e Ottocento", in. Quello della paternità della pizza è un tema molto dibattuto. Quel che è certo è che la … Le prime attestazioni che la riguardano risalgono al 997 nei pressi di Gaeta, un comune italiano di circa 20.000 abitanti e situato nel Lazio meridionale. Sottoposta a esame, apparirà come un cibo complicato. Non passò molto tempo prima che i piccoli caffè e le drogherie iniziassero ad offrire le pizze alle loro comunità italoamericane. Chi ha inventato la pizza? Ogni giorno in Italia si preparano e si vendono circa 5 milioni di pizze. Piatti e ricette: ecco come sono nati i cibi che amiamo. Gli italiani emigrati hanno fatto conoscere, apprezzare e anche modificare la pizza nel mondo. Ti trovi in » Società E' forse il piatto più conosciuto nel mondo , ma la sua terra d'origine è l'Italia: la pizza è nata nel Regno di Napoli intorno alla metà del '700 come evoluzione della focaccia, già nota in molti paesi del bacino mediterraneo. Fu sicuramente il caso delle città con vaste popolazioni italiane, come San Francisco, Chicago, New York, e Filadelfia dove la pizza fu inizialmente venduta sulle strade dei quartieri italiani. Vi sono notizie che risalgono alla fine del Cinquecento ed inizi del Seicento di una pizza soffice chiamata alla "mastunicola", ossia preparata con basilico (strutto, formaggio, foglie di basilico e pepe)[8]. Di cosa parliamo quando parliamo di pizza? Le prime attestazioni che la riguardano risalgono al 997 nei pressi di Gaeta, un comune italiano di circa 20.000 abitanti e situato nel Lazio meridionale.. La pizza, nei suoi primi albori, era un piatto povero fatto semplicemente con strutto, formaggio, basilico e, a volte, scarti di pesce. Le basi per pizza a Napoli sono soffici e friabili ma a Roma preferiscono una base sottile e croccante. – Via Donati 4 Cento (Fe) – info@pizzeriepinkopallino.it – Privacy Policy – Cookies Policy – Credits armaweb. L'antica pizzeria Port'Alba a Napoli è considerata la più antica pizzeria italiana ancora oggi esistente! La prima vera unione tra la pasta ed il pomodoro (accolto all'inizio con diffidenza) avvenne a metà del Settecento nel Regno di Napoli[8]. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. La prima menzione scritta della pizza marinara risale al 1734, mentre quella della pizza Margherita agli anni 1796-1810. Non sappiamo esattamente dove e chi ha l’ha preparata per primo, però quello che è certo è che la pizza come la conosciamo noi, a partire dalla Margherita è senza dubbio una prelibatezza 100 % made in Italy . Sino al principio del Novecento la pizza e le pizzerie rimangono un fenomeno prettamente napoletano, e gradualmente italiano[senza fonte] (nell'Italia settentrionale iniziò a diffondersi solo nel secondo dopoguerra), poi, sull'onda dell'emigrazione, iniziano a diffondersi all'estero ma soltanto dopo la seconda guerra mondiale, adeguandosi ai gusti dei vari paesi, diventano un fenomeno mondiale. Gli antichi greci preparavano un pane di forma appiattita, chiamato “plakous” che veniva condito con vari aromi, tra cui aglio e cipolla. Le prime attestazioni scritte della parola "pizza" risalgono al latino volgare di Gaeta nel 997[1],come compenso per un contratto di affitto di un mulino situato nel territorio dell'attuale Comune di Castelforte e in un contratto di locazione con data sul retro 31 gennaio 1201 a Sulmona ed in seguito in quello di altre città italiane come Roma, L'Aquila, Pesaro, Penne, ecc. Fino al 1830 circa, la pizza era venduta solamente in bancarelle ambulanti e da venditori di strada. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Chi ha inventato la Pizza? La Marinara è tra le due la pizza più antica (pomodoro, origano, aglio, olio e basilico). Nel tardo XIX secolo a Chicago, ad esempio, la pizza fu introdotta da un venditore ambulante che camminava su e giù lungo Taylor Street con un mastello di pizze sulla testa. Il pane è uno dei cibi preparati più antichi e le sue origini risalgono almeno al Neolitico. Quella che noi conosciamo arrivò solo nel 1889, quando Raffaele Esposito (un cuoco napoletano) creò la pizza Margherita in onore della Regina Margherita di Savoia, utilizzando pomodoro, mozzarella e basilico. I puristi, come nella famosa pizzeria “Da Michele” in Via C. Sersale, a Forcella[11] sostengono che esistono solo due vere pizze: la “Marinara” e la “Margherita”, ed è tutto ciò che servono. L'innovazione che ci diede la particolare focaccia che chiamiamo pizza fu l'uso del pomodoro come condimento. Un'altra forma popolare di pizza in Italia è la "pizza al taglio" che è la pizza infornata in teglie rettangolari con un'ampia varietà di condimenti e venduta a peso. La pizza così come la conosciamo noi arrivò nel 1889 quando il cuoco napoletano Raffaele Esposito creò la pizza Margherita (tricolore) in onore della Regina Margherita di Savoia: pomodoro, mozzarella e basilico per onorare la Regina e l'Italia! Nel giugno 1889, per onorare la Regina d'Italia Margherita di Savoia, il cuoco Raffaele Esposito preparò la "Pizza Margherita", una pizza condita con pomodori, mozzarella (Fior di latte) e basilico, per rappresentare i colori della bandiera italiana[3]. La pizza: dal 2017 patrimonio dell’Unesco. La storia della pizza nasce con le origini di questo incredibile alimento, ovvero uno dei cibi più antichi preparati e cucinati dall’uomo: il pane, il quale risale almeno al Neolitico. Quella che oggi è chiamata pizza Margherita era tuttavia già stata preparata prima della dedica alla Regina d'Italia. © 2016 Mondadori Scienza Spa | P.IVA 09440000157 | Capitale Sociale : € 2.600.000 i.v. In seguito si diffuse la pizza ai "cecinielli", ossia preparata con minutaglia di pesce[8]. Egli infatti scrive" La pizza è una specie di stiacciata, come se fanno a Saint Denis. La pizza può avere tantissimi varianti e ingredienti...Niente ananas però! Altre ipotesi a proposito sono le seguenti: Nel 2003 la produzione Lanterna Magica ha dedicato alla pizza il cartone animato Totò sapore e la magica storia della pizza, con una trama fantasiosa, ma l'ambientazione è sempre a Napoli. Fu più tardi sostituita con olio d'oliva, formaggio, pomodori o pesce: nel 1843, Alexandre Dumas (padre) descrisse la diversità dei condimenti della pizza. Altre sono coperte di formaggio grattugiato e condite con lo strutto, e allora vi si pone disopra qualche foglia di basilico. La Margherita è invece attribuita al panettiere Raffaele Esposito, che battezzò questa pizza in onore della Regina Margherita di Savoia, la preferita della Regina la quale evocava i colori della bandiera italiana – verde (foglie di basilico), bianco (mozzarella) e rosso (pomodori). L'etimologia del nome "pizza" (che non è necessariamente legata all'origine del prodotto) deriverebbe secondo alcuni, da pinsa (dalla lingua napoletana), participio passato del verbo latino pinsere oppure del verbo "pansere", cioè pestare, schiacciare, pigiare[21] che deriverebbe da pita mediterranea e balcanica, in greco πίττα, derivato da πεπττος ossia "infornato"[22]; secondo quest'ultima ipotesi la parola deriverebbe dall'ebraico פִּתָּה o פיתה, dall'arabo كماج che appartiene alla stessa categoria di pane o focacce (vedi anche Storia della pizza). Food and Drink - Pide - HiTiT Turkey guide, Università degli Studi di Udine, Facoltà di Agraria: "La Pizza", pizzanew.it: "Campionato mondiale della Pizza", Salsomaggiore Terme, «Il formaggio, l'ingrediente principe, non fu aggiunto fino al 1889, quando il, Milano, il ristorante Ricci di Joe Bastianich e Belen chiude, al suo posto l’antica pizzeria «Da Michele», The stromboli: A Philly original, courtesy of Romano’s, The Oxford Companion to American Food and Drink, Meet the 81-Year-Old Greek-Canadian Inventor of the Hawaiian Pizza, IT’S A PIZZA! Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Il piatto guadagnò in fretta popolarità e divenne un’attrazione turistica per i visitatori di Napoli che si avventuravano nelle zone più povere per provare le specialità locali. [16], Analogamente, in Canada, si sono diffuse altre varianti del piatto italiano. [12] Questa combinazione fu battezzata Pizza Margherita in suo onore.

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